Le riforme istituzionali e amministrative nell’età di Cosimo III, di Alessandro Lo Bartolo
Da una prospettiva politico-istituzionale, il principato di Cosimo III ha costituito un caso di studio di grande interesse per quegli storici che, negli anni ’80 e ’90, si sono impegnati in una rilettura complessiva della storia degli antichi stati italiani dei secoli XVII-XVIII. Nondimeno, il dibattito sull’interpretazione del principato di Cosimo III da un punto di vista politico-istituzionale si è rapidamente affievolito a seguito delle diverse ‘svolte’ che hanno caratterizzato la storiografia sull’età moderna. A più di trent’anni di distanza, il presente saggio fa un punto su tale dibattito interrotto, soffermandosi in particolare sulle tesi proposte da Jean-Claude Waquet, Marcello Verga e Luca Mannori. Esso offre inoltre uno stato dell’arte degli studi più recenti sulle molte riforme promosse da Cosimo III. Infine, il saggio propone un nuovo campo di indagine potenzialmente fertile per riaprire il dibattito: le giusdicenze provinciali, ossia le cariche giurisdizionali esercitate dai cittadini fiorentini sul territorio soggetto.
Parole chiave: Istituzioni; Riforme; XVII secolo; XVIII secolo; Storia d’Italia;
The Institutional and Administrative Reforms in the Age of Cosimo III, by Alessandro Lo Bartolo
From a political and institutional perspective, the reign of Cosimo III has long represented a significant case study for historians who, during the 1980s and 1990s, sought to offer a comprehensive reinterpretation of the history of the seventeenth-and eighteenth-century “Ancient Italian States.” However, scholarly debate on the political-institutional interpretation of Cosimo III’s age soon faded with the succession of historiographical “turns” that have characterized early modern studies since the 2000s. More than thirty years later, this essay revisits that interrupted debate, focusing particularly on the theses advanced by Jean-Claude Waquet, Marcello Verga, and Luca Mannori. It also provides an updated overview of recent research on the numerous reforms promoted by Cosimo III. Finally, the essay identifies a new and potentially fruitful line of inquiry for revitalizing discussion: the giusdicenze provinciali – the jurisdictional offices held by Florentine citizens in the Grand Duchy’s subject territories.
Keywords: Institutions; Reforms; XVII Century; XVIII Century; Italian History;
A city ‘adorned with turquoise-painted iron railings with gold finishing’. Magalotti’s London in the Relazione d’Inghilterra (1668), di Filomena Viviana Tagliaferri
Lorenzo Magalotti’s Relazione d’Inghilterra is a text of recognised importance both in line with recent historiographical trends and with respect to the perception of 17th century London by foreigners. The aim of this paper is to illuminate both aspects. In the first section, it highlights how recent historiography has increasingly privileged the study of the Anglo-Tuscan link as unique in the Mediterranean panorama. Beginning with the establishment of the British Factory in Livorno at the end of the 16th century, this connection became a characteristic element of the Grand Duchy over the following century, and it was promoted by personalities of Cosimo III’s entourage. The paper will then assess the kind of information Magalotti provided his readers with respect to London. Almost at its very end, in fact, the Relazione has a section dedicated to the city which is examined in relation to other travel accounts of the same period.
Keywords: Magalotti; London; Travel accounts; Anglo-Tuscan relationships;
Una citta adorna ‘con ringhiere di ferro dipinte di turchino e toccate d’oro.’ La Londra di Magalotti nella Relazione d’Inghilterra (1668), by Filomena Viviana Tagliaferri
La Relazione d’Inghilterra di Lorenzo Magalotti è un testo di riconosciuta importanza sia in linea con le recenti tendenze storiografiche sia per quanto riguarda la percezione della Londra del XVII secolo da parte degli stranieri. Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare entrambi questi aspetti. Nella prima sezione, si evidenzia come la storiografia recente abbia privilegiato sempre più lo studio del legame anglo-toscano come un unicum nel panorama mediterraneo. A partire dall’istituzione della British Factory a Livorno alla fine del XVI secolo, questo legame divenne un elemento caratteristico del Granducato nel secolo successivo, promosso da personalità dell’entourage di Cosimo III. Il contributo valuterà quindi il tipo di informazioni fornite da Magalotti ai suoi lettori riguardo a Londra. Quasi alla fine della Relazione, infatti, vi è una sezione dedicata alla città che viene qui esaminata in rapporto ad altri resoconti di viaggio dello stesso periodo.
Parole chiave: Magalotti; Londra; Relazioni di viaggio; Relazioni anglo-toscane;
Cosimo III de’ Medici e la trascrizione dei contratti matrimoniali ebraici (ketubbot) a Firenze, di Samuela Marconcini
Cosimo III de’ Medici è stato dipinto a lungo come il più bigotto della casata e il più profondamente antiebraico, in ragione di una serie di decreti emanati a partire dal 1679. A lui inoltre si deve il progetto di ampliamento del ghetto di Firenze operato agli inizi del Settecento, volto a riportare nei suoi stretti confini tutti quegli ebrei che nel corso dei secoli avevano ottenuto la possibilità di vivere all’esterno. Allora perché nel motuproprio emanato nel 1713 per riformare il Tribunale della Mercanzia il granduca previde l’obbligo per gli ebrei fiorentini di trascrivere le ketubbot (contratti matrimoniali) in un apposito registro, così come facevano, per decisione interna alla comunità, gli ebrei privilegiati di Livorno? Attraverso l’analisi del primo volume del fondo generato da quella decisione, un vero e proprio unicum archivistico, si cercherà di riconsiderare la figura di Cosimo III in maniera scevra da pregiudizi storiografici.
Parole chiave: Ebrei; Cosimo III de’ Medici; Granducato di Toscana; Ketubbot;
Cosimo III de’ Medici and the Transcription of Jewish Marriage Contracts (Ketubbot) in Florence, by Samuela Marconcini
Cosimo III de’ Medici has long been portrayed as the most intolerant of the family and profoundly anti-Jewish, due to a series of decrees issued starting in 1679. Moreover, at the beginning of the eighteenth century he expanded the ghetto of Florence, aiming at bringing back within its narrow confines all those Jews who over the centuries had obtained the possibility of living outside. So why did the Grand Duke, in the motu proprio issued in 1713 to reform the Tribunale della Mercanzia, require Florentine Jews to transcribe their ketubbot (marriage contracts) in a special register, just as the privileged Jews of Livorno did, by internal decision of the community? Through the analysis of the first volume of the collection generated by that decision, a true archival unicum, we will try to reconsider the figure of Cosimo III away from historiographical prejudices.
Keywords: Jews; Cosimo III de’ Medici; Grand Duchy of Tuscany; Ketubbot;
«Great Business in the Indies»: The Luso-Tuscan Trade Negotiations in the 1670s, di Matteo Calcagni
This article seeks to shed new light on the negotiations between the Grand Duchy of Tuscany and the Kingdom of Portugal (1674-1676) for the establishment of a public-private commercial company to trade with the Portuguese Indies. With this initiative, Grand Duke Cosimo III de’ Medici aimed to attract capital into global trade and strengthen local manufacturing by founding a major merchant company in Lisbon. The enterprise was intended to facilitate commerce with Portuguese dominions in Africa, the West Indies, and the East Indies while also providing a more structured framework for Tuscan investments, which were already engaged in Iberian trade through commercial limited partnerships (società in accomandita). Cosimo III’s efforts to access the Indies’ regulated markets offer a new perspective on Tuscany’s relations with the Iberian monarchies, highlighting not only diplomatic and political ties but also the active role of Tuscan merchants in long-distance trade at the turn of the eighteenth century.
Keywords: XVII century; Cosimo III de’ Medici; Economic History; Global Trade; Portugal;
«Grandi affari nelle Indie»: i negoziati commerciali tra Portogallo e Toscana negli anni Settanta del Seicento, di Matteo Calcagni
Questo articolo cerca di gettare nuova luce sui negoziati tra il Granducato di Toscana e il Regno del Portogallo per la costituzione di una società commerciale pubblico-privata per il commercio con le Indie portoghesi negli anni 1674-1676. Con questa iniziativa, il Granduca Cosimo III de’ Medici mirava ad attrarre capitali nel commercio globale e a rafforzare la produzione locale fondando una società commerciale privilegiata a Lisbona. L’impresa aveva lo scopo di facilitare il commercio con i domini portoghesi in Africa, nelle Indie Occidentali e nelle Indie Orientali, fornendo al contempo un quadro più strutturato per gli investimenti toscani, già impegnati nel commercio iberico attraverso società in accomandita. Gli sforzi di Cosimo III per accedere ai mercati regolamentati delle Indie offrono quindi una nuova prospettiva sulle relazioni della Toscana con le monarchie iberiche, evidenziando non solo i legami diplomatici e politici, ma anche il ruolo dei mercanti toscani nei commerci internazionali tra Sei e Settecento.
Parola chiave: XVII secolo; Cosimo III de’ Medici; Storia Economica; Commercio globale; Portogallo;
Il granduca e il gesuita. Relazioni tra Toscana e Portogallo ai tempi di Cosimo III e António Vieira, di Matteo Giuli
I rapporti tra Toscana e Portogallo, già attestati nel tardo Medioevo, si consolidarono in Età moderna grazie alle opportunità economiche offerte dall’espansionismo coloniale lusitano. Fin dal primo Cinquecento tali prospettive, cui guardarono con interesse anche Alessandro il Moro e Cosimo I, furono colte da importanti famiglie di mercanti e banchieri fiorentini, come i Gualterotti, i Frescobaldi e soprattutto i Giraldi. Un nuovo impulso giunse con Cosimo III, che nel 1669 soggiornò per quasi due mesi in Portogallo, dove conobbe il reggente Pietro di Braganza e alcune tra le principali personalità della corte di Lisbona, tra cui il gesuita António Vieira. Con quest’ultimo il granduca avrebbe poi elaborato un ambizioso progetto volto a rafforzare i rapporti tra i due paesi, sia sul piano dinastico-matrimoniale sia su quello economico-commerciale. Il saggio ricostruisce queste vicende, restituendo un episodio significativo della politica estera medicea nel secondo Seicento.
Parole chiave: Granducato di Toscana; Portogallo; Viaggi; Matrimoni Reali; Gesuiti;
The Grand Duke and the Jesuit. Relations between Tuscany and Portugal during the reigns of Cosimo III and António Vieira, by Matteo Giuli
Already present in the Late Middle Ages, relations between Tuscany and Portugal became more solid in the Early Modern period thanks to the attractive economic opportunities offered by Lusitanian colonial expansion. Since the early sixteenth century, these prospects had drawn the attention of Alessandro il Moro and Cosimo I, as well as of prominent Florentine merchants and banking families such as the Gualterotti, Frescobaldi, and especially the Giraldi. A further impetus came from Cosimo III, who in 1669 spent nearly two months in Portugal, where he met the regent Peter of Braganza and several leading figures of the Lisbon court, including the celebrated Jesuit António Vieira. With Vieira, the Grand Duke would later conceive an ambitious – though ultimately unsuccessful – project to strengthen Tuscan-Portuguese relations on both dynastic and commercial grounds. The essay explores these events, shedding light on a significant episode in Medicean foreign policy in the late seventeenth century.
Keywords: Grand Duchy of Tuscany; Portugal; Travels; Royal Wedding; Jesuits;
«Io vorrei che questi miei stati fussero un’India». Corrispondenze e (dis)connessioni tra Firenze e Goa nel primo regno di Cosimo III (c. 1670-1700), di Emanuele Giusti
Questo studio, fondato sull’analisi delle filze 1605 e 1606 del fondo Mediceo del Principato dell’Archivio di Stato di Firenze, esamina le corrispondenze intercorse tra il Granduca Cosimo III de’ Medici e diversi missionari di stanza a Goa, in particolare Giuseppe Tedeschi, Salvatore Gallo e Francisco Sallema. A partire dalla discussione della struttura archivistica della documentazione, l’articolo interroga obiettivi e possibilità del principe e dei religiosi tanto quanto il ruolo d’intermediazione svolto dalla famiglia Ginori a Lisbona e dal segretario Apollonio Bassetti a Firenze: quest’ultimo risulta determinante nell’imporre uno specifico principio organizzativo alle corrispondenze con Goa. Facendo poi leva sull’analisi di iniziative di trasferimento di medicinali, naturalia e schiavi tra Goa e Firenze, destinate ad arricchire la corte attraverso processi di materializzazione locale dell’Asia, si evidenziano sia il carattere controllato e asimmetrico delle mobilità di oggetti e persone, sia la fondamentale fragilità delle connessioni culturali e materiali stabilite dagli attori coinvolti.
Parole chiave: Cosimo III de’ Medici; Goa; Corrispondenze missionarie; Apollonio Bassetti; Rete tosco-portoghese;
≪I would like my States to be an India≫. Correspondences and (dis)connections between Florence and Goa during the early reign of Cosimo III (c. 1670–1700), by Emanuele Giusti
Based on the analysis of files 1605 and 1606 from the Mediceo del Principato collection (Florence State Archives), this essay examines the correspondence between the Grand Duke Cosimo III de’ Medici and Catholic missionaries in Goa, particularly Giuseppe Tedeschi, Salvatore Gallo, and Francisco Sallema. After discussing the archival structure of the documentation, I investigate aims and abilities of the prince and the missionaries, as well as the intermediary role played by the Ginori family in Lisbon and the secretary Apollonio Bassetti in Florence; Bassetti is crucial in imposing a specific organisational principle on the correspondence. By analysing instances of transfer of medicines, naturalia, and slaves between Goa and Florence – intended to enrich the court through processes of local materialisation of Asia – I highlight both the controlled and asymmetrical nature of the mobility of objects and people, and the fragility of the cultural and material connections established by historical actors.
Keywords: Cosimo III de’ Medici; Goa; Missionary correspondences; Apollonio Bassetti; Tuscan-Portuguese network;
«Cosimo III and his “Persian” Diplomacy: An Overview, by Davide Trentacoste
The international relations of Cosimo III have never been the subject of in-depth analysis, likely due to the limited interest shown by scholars in the past, who have long regarded his reign as a period of mere decline, marked by the continual diminution of Tuscany’s significance on the international stage. While this assessment may hold true for European politics, the gap becomes even more evident when considering Tuscany’s relations with the East, not only with the Ottoman Levant but also with more distant regions, such as Safavid Persia. The analysis of the case study represented by Tuscany’s relations with Persia, supported by a significant body of little-known or entirely unpublished material, allows for a reassessment of the prevailing view. It demonstrates that Cosimo’s Tuscany was far from being a diplomatically passive state; rather, it was capable of maintaining and expanding its international relations even with distant powers such as Persia.
Keywords: Grand Duchy of Tuscany; Diplomacy; Safavid Persia; Cosimo III de’ Medici;
Cosimo III e la sua “diplomazia persiana”: un quadro d’insieme, di Davide Trentacoste
Le relazioni internazionali di Cosimo III non sono mai state oggetto di un’analisi approfondita, probabilmente a causa dello scarso interesse dimostrato in passato dagli studiosi, i quali hanno a lungo considerato il suo regno un periodo di mera decadenza, segnato dal costante declino dell’importanza della Toscana sul piano internazionale. Se ciò appare vero per la politica europea, la mancanza diventa ancora più evidente quando si prendono in esame le relazioni con l’Oriente, non solo con il Levante ottomano, ma anche con realtà più lontane, come la Persia safavide. L’analisi del caso di studio rappresentato dalle relazioni tra la Toscana e la Persia, supportata da una significativa quantità di materiale poco noto o del tutto inedito, consente di dimostrare come la Toscana di Cosimo non fosse affatto uno Stato diplomaticamente passivo, bensì capace di mantenere ed espandere le proprie relazioni internazionali anche con potenze distanti, come la Persia.
Parole chiave: Granducato di Toscana; Diplomazia; Persia Safavide; Cosimo III de’ Medici;
Lo sguardo del vicino sospettoso. Cosimo III nelle relazioni degli ambasciatori lucchesi, di Renzo Sabbatini
Dal 1533 la Repubblica di Lucca tiene con continuità un proprio ambasciatore presso la corte fiorentina. La grande mole di documentazione conservata nell’Archivio di Stato – in buona parte inedita o poco frequentata – consente di seguire l’intero arco cronologico della vita di Cosimo III, dalla sua «avventurosa nascita» fino alle apprensioni per «la prossima decadenza della Casa serenissima de Medici». Le relazioni di fine missione degli ambasciatori illuminano ogni aspetto della corte medicea, dai ricorrenti “ritratti” di Cosimo e delle vicende matrimoniali, agli aspetti istituzionali interni e di politica estera, alle informazioni di carattere economico e sociale di un Granducato in trasformazione. L’occhio lucchese è quello del vicino sospettoso per il secolare rapporto tra i due Stati, oscillante tra il timore di atteggiamenti aggressivi e il desiderio di convivenza, ma pur nella diversa sensibilità e acutezza di visione dei vari diplomatici, è uno sguardo utile per la ricostruzione del lungo regno di Cosimo.
Parole chiave: Repubblica di Lucca; Diplomazia, Corte granducale, Economia toscana;
The suspicious gaze of the neighbour. Cosimo III in the reports of the Lucca ambassadors, by Renzo Sabbatini
Since 1533, the Republic of Lucca has continuously maintained its own ambassador at the Florentine court. The large amount of documentation preserved in the State Archives – much of it unpublished or little consulted – allows us to follow the entire chronological arc of Cosimo III’s life, from his “adventurous birth” to his apprehensions about “the impending decline of the Most Serene House of Medici”. The ambassadors’ end-of-mission reports shed light on every aspect of the Medici court, from the recurring “portraits” of Cosimo and his marital affairs to internal institutional and foreign policy issues and economic and social information about a Grand Duchy in transformation. The Lucca perspective is that of a neighbour suspicious of the centuries-old relationship between the two states, oscillating between fear of aggressive attitudes and the desire for coexistence, but despite the different sensibilities and acuity of vision of the various diplomats, it is a useful insight for reconstructing Cosimo’s long reign.
Keywords: Republic of Lucca, Diplomacy, Grand Ducal Court, Tuscan economy
«Divertire il dolore»: una riflessione su sentimenti, consapevolezze e desideri dell’Elettrice Anna Maria Luisa de’ Medici († 1743), di Stefano Calonaci
L’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de’ Medici, secondogenita di Cosimo III e da lui designata invano alla successione granducale dopo la morte del Gran Principe Ferdinando, fu una principessa saggia ma anche dotata di forte personalità, ironia e spirito critico. Sensibile al divertimento e agli svaghi, in particolare alla caccia, seppe adattarsi con abnegazione al mondo del Palatinato, che pure non amava, esercitando lucidità di giudizio e consapevolezza del proprio ruolo dinastico. Il saggio propone un’inedita indagine sentimentale dei rapporti tra la Principessa e i contesti che la circondarono, facendo emergere la nostalgia per la Toscana, l’affettuosità e la passionalità unite a una costante disciplina morale e politica. La vicenda di Anna Maria Luisa rappresenta, insieme, l’epilogo dell’età di Cosimo III e la conclusione del plurisecolare governo dinastico consiliare sul granducato.
Parole chiave: Potere femminile; Storia delle emozioni; Paesaggio; Nostalgia; Sociabilità aristocratica; Firenze; Caccia; Donne Medici;
«Turning Away from the Pain»: a reflection on the feelings, awareness and desires of Electress Anna Maria Luisa de’ Medici († 1743), by Stefano Calonaci
The Electress Palatine Anna Maria Luisa de’ Medici, second daughter of Cosimo III and unsuccessfully designated by him as heir to the grand-ducal throne after the death of Grand Prince Ferdinando, was a wise yet strong-willed princess, gifted with humour, irony, and a taste for leisure, particularly hunting. Though she never loved the world of the Palatinate, she adapted to it with dedication and discernment, showing a keen awareness of her dynastic role. The essay offers a new, sentimental exploration of her relationships with the political and cultural environments that surrounded her, revealing her nostalgia for Tuscany, her affection and passion, and her sharp criticism of men and circumstances. Anna Maria Luisa’s story, with its singular discipline and sensitivity, stands as both the epilogue to Cosimo III’s age and the closing chapter of the centuries-old dynastic and consiliar government of the Grand Duchy of Tuscany.
Keywords: Queenship; History of emotions; Landscape; Homesickness; Aristocratic sociability; Florence; Hunt; Medici Women;
