ABSTRACT N. 1/2025

Calunnie ghibelline e benemerenze guelfe. Gli Alberti alla prova del nemico nella Firenze del Trecento, di Silvia Diacciati
Negli anni Ottanta del Trecento, pochi anni prima di essere sconfitti politicamente e allontanati da Firenze, gli Alberti furono oggetto di una articolata campagna di discredito, con accuse più o meno esplicite di ghibellinismo. A queste calunnie risposero con una Memoria scritta, nella quale elencarono con eccezionale accuratezza le benemerenze guelfe e repubblicane collezionate dalla casata fin dal secolo precedente. Questa Memoria, tuttavia, non è il semplice racconto di vicende familiari; essa certifica a che punto fosse giunto il processo di costruzione dell’identità fiorentina, dispiegandone i caratteri fondanti e testimoniando la perfetta corrispondenza tra memoria familiare e storia cittadina. La narrazione dell’identità politica fiorentina non era un semplice esercizio di stile letterario, ma una risposta necessaria e concreta a esigenze reali: una modesta deviazione dal racconto canonico poteva divenire un’arma carica nelle mani esperte di avversari preparati.
Parole chiave: Firenze, Alberti, guelfi, ghibellini; Florence, Alberti family, Guelphs, Ghibellines

Ghibelline slanders and Guelf merits: the Alberti put to the test by their enemies in 14th century Florence, by Silvia Diacciati
In the 1380s, a few years before they were politically defeated and exiled from Florence, the Alberti family was the subject of an articulate campaign of discredit, with more or less explicit accusations of Ghibellinism. They responded to these calumnies with a written Memoir, in which they listed with exceptional accuracy the Guelph and republican merits collected by the house since the previous century. This Memoir, however, is not the mere recounting of family events; it certifies how far the process of constructing Florentine identity had come, revealing its founding features and showing the perfect correspondence between family memory and city history. The narrative of Florentine political identity was not a mere exercise of literary style, but a necessary and concrete response to real needs: a modest deviation from the canonical narrative could become a loaded weapon in the expert hands of prepared opponents.
Keywords: Florence, Alberti family, Guelphs, Ghibellines

«L’Angel, di lei fatto custode». Alla sbarra del Sant’Uffizio. Storie di donne nella Perugia del Seicento, di Francesca Guiducci
Il contributo analizza le vicende inquisitoriali contro due donne nel territorio perugino della seconda metà del XVII secolo, mettendo a confronto somiglianze e differenze sotto diversi punti di vista: il ceto sociale d’appartenenza e i contesti in cui agiscono le due donne, le modalità di indagine subite e le punizioni comminate. Ne emergono interessanti e complesse reti di rapporti, fra terziarie e monache, fra popolane e nobili, fra centro e periferia, fra spazio privato e nascosto alla popolazione, e pubblico, fra ruolo della donna e ruolo del padre spirituale rei di praticare culti eretici o quasi.
Parole chiave: Inquisizione; Santità; Quietismo; Terziarie/semireligiose; Perugia; XVII secolo;

«L’Angel, di lei fatto custode»: Cases of Women in Seventeenth-Century Perugia Through the Records of the Inquisition, by Francesca Guiducci
The contribution analyzes the inquisitorial events against two women in the Perugian territory of the second half of the 17th century, comparing similarities and differences from different points of view: the social class to which they belong and the contexts in which the two women act, the methods of investigation suffered and the punishments imposed. Interesting and complex networks of relationships emerge, between tertiaries and nuns, between commoners and nobles, between center and periphery, between private and public space, between the role of the woman and the role of the spiritual father guilty of practicing cults bordering on heresy.
Keywords: Inquisition; Sanctity; Quietism; Tertiaries/semi-religious women, Perugia; 17th century;

Il manoscritto Lesseps. Prospettive commerciali e itinerari diplomatici franco-russi nel XVIII secolo, di Chiara Lerede
Il presente articolo analizza un memoire, redatto nel 1778 da Martin de Lesseps – console francese a San Pietroburgo – sulla contraddittorietà delle relazioni commerciali francorusse. Ancora nel XVIII secolo, alla reciproca domanda delle merci nazionali, corrispondeva infatti uno scambio indiretto tra i due Paesi, dominato dalla mediazione anglo-olandese. Nel documento, l’autore si interrogò sia sui benefici che uno scambio diretto con la Russia avrebbe portato all’economia nazionale, sia sulle cause che fino a quel momento lo avevano impedito. Inoltre, pur auspicando un accordo economico tra i due Paesi, Lesseps criticò severamente Versailles per la scarsa protezione concessa ai commercianti francesi e suggerì l’apertura di nuove rotte attraverso il Mar Nero, per ridurre la dipendenza dall’intermediazione estera. Malgrado le speranze riposte dal console, e dai suoi connazionali, nel trattato di commercio franco-russo – effettivamente firmato nel 1787 – gli scambi diretti rimasero limitati, frenati dall’inerzia dei commercianti francesi e dalle tensioni geopolitiche russo-turche.
Parole chiave: Diciottesimo secolo; Mar Baltico; Mar Nero; Diplomazia francese; Commercio franco-russo.

The Lesseps Manuscript. Trade perspectives and Franco-Russian diplomatic routes in the 18th century, by Chiara Lerede
This article examines a memoire written in 1778 by Martin de Lesseps – the French consul in St. Petersburg – on the contradictions in Franco-Russian trade relations. Even in the 18th century, the mutual demand for national goods was met by an indirect exchange between the two countries, dominated by Anglo-Dutch mediation. In the document, the author explored both the benefits that a direct trade relationship with Russia would bring to the national economy and the reasons that had so far prevented it. Furthermore, while hoping for an economic agreement between the two countries, Lesseps severely criticized Versailles for the inadequate protection provided to French merchants and suggested opening new routes through the Black Sea to reduce reliance on foreign intermediaries. Despite the hopes placed by the consul and his compatriots in the Franco-Russian trade treaty – which was actually signed in 1787 – direct trade remained limited, hampered by the inertia of French merchants and Russo-Turkish geopolitical tensions.
Keywords: Eighteenth century; Baltic Sea; Black Sea; French Diplomacy; French-Russian trade.

When food is disguised as a fundamental religious matter in a trial of the Venetian Inquisition, di Rossella Bartolucci
This paper addresses the relationship between food and sin, examining individuals whose attitudes toward food differed markedly from those of today. It invites the reader to step back several centuries and consider the cultural and social role food played in the early modern era. It intends to highlight that food was like some of its contemporaries but that its role in culture was far removed. On the one hand, in the past, eating the wrong food could lead to death and food was able to corrupt the soul forever. On the other hand, there was a time in which people started to think about food as a pleasure. This text will assess people’s food choices and seek to cast light on how the materiality of food affected religious and socioeconomic experience during the Italian Renaissance in Veneto.
Keywords: food; Renaissance; materiality; Veneto; Inquisition.

Quando il cibo fu utilizzato come determinante argomento religioso in un processo dell’Inquisizione veneziana, di Rossella Bartolucci
Questo articolo parla di cibo e di peccato e di individui che si rapportavano al cibo in modo molto diverso da oggi e invita il lettore a tornare indietro di qualche secolo per riflettere sul ruolo culturale e sociale che il cibo ha avuto nell’età moderna. Intende evidenziare che il cibo era simile ad alcuni suoi contemporanei, ma che il suo ruolo nella cultura era molto distante da essi. Da un lato, in passato, mangiare il cibo sbagliato poteva portare a conseguenze mortali e il cibo era in grado di corrompere l’anima del mangiante per sempre. Dall’altro c’è stato un periodo in cui si era cominciato a pensare al cibo come piacere. Il testo valuterà le abitudini alimentari della prima età moderna e cercherà di far luce su come la materialità del cibo abbia influenzato le esperienze religiose e socio-economiche durante il Rinascimento italiano in Veneto.
Parole chiave: cibo; Rinascimento; materialità; Veneto; Inquisizione.

La storia sfiorata con distrazione: le relazioni intellettuali e politiche di Giuliana Benzoni tra le due guerre mondiali, di Rossella Pace
La figura di Giuliana Benzoni attraversa l’intera storia del Novecento italiano, testimone di alcuni tra gli eventi più importanti del secolo. Emerge come, una presenza costante nei carteggi di alcuni intellettuali e politici di spicco di area liberaldemocratica, e in generale nei documenti archivistici che li riguardano, dai quali è possibile ricostruire il ruolo delicato e spesso rilevante da lei svolto nel processo di continuità e trasformazione delle classi dirigenti nel lungo periodo tra l’età liberale, il fascismo, la guerra e la Resistenza, il ritorno della democrazia.
Parole chiave: Giuliana Benzoni; Prima guerra mondiale; Fascismo; Seconda Guerra Mondiale; Resistenza romana;

History touched carelessly: Giuliana Benzoni’s intellectual and political relations between the two World Wars, by Rossella Pace
The figure of Giuliana Benzoni crosses the whole history of the Twentieth Century in Italy, as a witness of some of its main events. She marks a constant presence in the correspondence between some intellectuals and political actors in the liberal-democratic political area, and, more generally, in the archive documents concerning them. Documents from which it is possible to trace the delicate and often relevant role she played in the process of continuity and transformation of the ruling classes between liberal era, fascism, World War II and the return of democracy.
Keywords: Giuliana Benzoni; First World War; Fascism; Second World War; Roman Resistance;

Ricordare Salò aspettando la fiamma. Analisi di un’autorappresentazione attraverso il carteggio tra prigionieri fascisti e Movimento italiano femminile (1947-1953), di Michelangelo Borri e Valerio Marinelli
Tra il 1947 e il 1953, molti dei circa settanta fascisti repubblicani detenuti presso il carcere viterbese di Santa Maria in Gradi intrattennero una costante corrispondenza con Giuseppina e Rina Coluzzi, coordinatrici a livello locale del Movimento italiano femminile, associazione che in quel periodo si prodigava in vari modi a favore dei reduci di Salò. Lo studio ambisce ad analizzare e interpretare queste lettere per cogliere i significati di un’autorappresentazione che non si limita a rielaborare il passato, ma cerca, agevolata anche dalla costituzione di una sezione del Movimento sociale italiano interna al carcere, di proporsi come lievito ideologico di una nuova militanza politica.
Parole chiave: Movimento italiano femminile; Movimento sociale italiano; reduci di Salò; fascismo; memoria;

Remembering Salo, Waiting for the Flame: An Analysis of Self-Representation Through the Correspondence Between Fascist Prisoners and the Italian Women’s Movement (1947–1953), by Michelangelo Borri and Valerio Marinelli
Between 1947 and 1953, many of the approximately seventy Republican Fascists imprisoned in the Santa Maria in Gradi prison in Viterbo corresponded with Giuseppina and Rina Coluzzi. These two women served as local coordinators of the Movimento Italiano Femminile, an association that, at the time, actively advocated for the veterans of Salò through various initiatives. This study seeks to analyze and interpret these letters to understand the significance of a self-representation that not only reexamined the past but also positioned itself as the ideological foundation for a new wave of political militancy. This effort was further underscored by the establishment of a section of the Movimento Sociale Italiano within the prison.
Keywords: Italian Women’s Movement; Italian Social Movement; veterans of Salò; Fascism; Memory;

Come le pandemie incidono sulle risorse economiche. L’impatto della Peste Nera e del Covid – 19, di Serena Sonaglioni
Con questo contributo si propone, in un’ottica comparativa diacronica, un’analisi di due casi di studio, che si concentrano sullo scenario economico successivo alla Peste Nera (con dei richiami all’ epidemia del 1629-1630) e il Covid – 19. In entrambi i casi, sono presenti delle considerazioni sul ruolo che le istituzioni hanno avuto sia nel periodo contingente al dilagare dei due morbi che in quello successivo. L’obiettivo che si vuole qui raggiungere è definire come le crisi di mortalità e le strategie di contenimento influiscano sulla distribuzione delle risorse economiche. È emerso che fattori determinanti per definire un esito redistributivo piuttosto che una maggiore concentrazione delle risorse sono due: fattori demografici (nello specifico, i tassi di mortalità e quelli di letalità) e la risposta delle istituzioni, data sia con le misure di contenimento che nei periodi immediatamente successivi al verificarsi dello shock.
Parole chiave: Pandemie; Disuguaglianza; Risorse economiche;

How pandemics affect economic inequality. The impact of the Black Death and Covid – 19, by Serena Sonaglioni
This contribution proposes, from a diachronic comparative perspective, an analysis of two case studies, which focus on the economic environment following the Black Death (with references to the epidemic of 1629-1630) and the Covid – 19. In both cases, there are considerations on the role that institutions played both in the period contingent on the outbreak of the two plagues and in the period following. The aim here is to define how mortality crises and containment strategies affect the distribution of economic resources. It has emerged that there are two determining factors in defining a redistributive outcome rather than a greater concentration of resources: demographic factors (specifically, mortality and lethality rates) and the response of institutions, given both through containment measures and in the periods immediately following the occurrence of the shock.
Keywords: Pandemics; Inequality; Economic resources;

Per uno statuto scientifico della Public History, di Enrica Salvatori
-La Public History è uno dei fenomeni più originali che si sia affermato negli ultimi anni nel campo degli studi storici in diversi paesi del mondo e anche in Italia. La nascita e lo sviluppo di questa disciplina sono stati accompagnati da numerosi dibattiti relativi alla sua stessa denominazione e definizione, che hanno però riguardato in maniera limitata il suo statuto scientifico. Quello che segue è un tentativo di offrire alla discussione della comunità degli storici in senso lato e in particolare di coloro che si ritengono public historian alcuni punti cardine, tesi a dare alla disciplina piena legittimità epistemologica all’interno del più ampio ambito delle scienze storiche.
Parole chiave: Public History; Storiografia; Disciplina;

For a Scientific Status of Public History, by Enrica Salvatori
Public History is one of the most original phenomena that has emerged in recent years in the field of historical studies in various countries around the world. The birth and development of this discipline has been accompanied by several debates concerning its very naming and definition, but not much on its scientific status. This paper is an attempt to open the discussion on some pivotal points, aimed at giving discipline full epistemological legitimacy within the broader field of historical sciences.
Keywords: Public History; Historiography; Discipline;